Titolo: Chiesa del Cristo
Comune: Piove di Sacco
Autore: Luciano Schiavon
Anno: 1996
Argomento: Guida agli edifici di pregio
Tipo:colori
Note:Chiesa del Cristo All'interno dell'attuale chiesa - costruita nel 1904 secondo gli stilemi del Romanico - che si affianca e comunica con l'edificio originario inglobandolo, è conservato in una semplice cornice un foglietto che riporta il racconto del ritrovamento del Cristo di Arzerello e l'origine dell'edificio. ?RELAZIONE DI QUESTO MIRACOLO DEL CRISTO Mentre l'anno del Nostro Signore 1550 l'esercito Tedesco depredò crudelmente Bovolenta, Pontelongo ed il nostro abitato e decoroso Castello di Piove di Sacco, con altri luoghi, mandando il tutto a ferro e fuoco, non perdonando nemmeno alle cose sacre, che alle cose profane, come scrivono più autori, e particolarmente Paolo Paruta Procuratore di San Marco nella Istoria Veneziana libro I. Si ha per pubblica ed inveterata tradizione che da tal motivo fu questo miracoloso Cristo per mano dè devoti Cristiani sotterrato in questo Brolo, acciò da questi empi soldati non fosse maltrattato. Partito poi detto esercito da quelle parti ed arandosi esso Brolo quando la punta del Vomere toccò la Santa Imagine [sic], non più potero o volsero gl'animali camminar avanti per quanta violenza gli fece l'aratore. Ondechè per indagare la cagione di ciò, fu cavata in esso luogo la terra e fu ritrovato il sopraddetto Cristo Miracoloso, al quale fu fabbricata la presente Chiesiola, ed in essa riverentemente posto, ha fatto e giornalmente va facendo grazie e miracoli a suoi devoti, quali umilmente e di cuore se gli raccomandano. FU RINNOVATA LA PRESENTE MEMORIA NEL MDCCL FATTO IL GUARDIANATO DEL SIG. GIOVANNI FONTANOTTO?. La chiesa è costituita da tre navate più l'oratorio che viene a configurarsi come quarta navata - ma secondo una distribuzione assimetrica - ed è questa navata destra che costituisce la fonte d'interesse. Percorrendola fino in fondo ci si trova di fronte ad una struttura lignea architravata con tre varchi che ci conduce all'ambiente più suggestivo: l'abside costolonata e la campata con volta a vela completamente decorate ad affresco. Sopra il passaggio centrale è situato un cartiglio dipinto su legno dove è riportato il nome dell'autore della decorazione: ?Michael Ritter germanicus fecit anno MDCLXXVI? (1676). Sopra un altare estremamente semplice è posta una teca vetrata - secondo alcuni storici si tratterebbe della stessa cassa di quercia in cui fu rinvenuta la scultura - con struttura in legno dipinto in rosso e oro, coronata da un Padreterno policromo che doveva essere fiancheggiato da due angeli reggicandela oggi poggiati a terra davanti all'altare. All'interno di questa struttura è conservato appunto il ?Cristo miracoloso? (sullo sfondo una decorazione a stelle e sulla cornice i simboli della passione). Si tratta di una scultura lignea policroma, attribuita da alcuni critici a Donatello, ma più probabilmente opera di qualche seguace. La decorazione pittorica, in gran parte rifatta, narra, nello spazio dell'abside, Storie della Passione della vita di Cristo e della Vergine; nella campata che precede, la decorazione è arricchita da cartocci, nelle quattro vele sono raffiguranti gli Evangelisti e nelle lunette sottostanti quattro Santi identificati da cartigli: S. Agostino, S. Ambrogio, S. Gregorio, [il quarto non è leggibile]. Anche la lunetta che decora quella che forse in origine era la controfacciata è affrescata con un soggetto non identificabile. Le due campate che precedono il varco ligneo sono più basse, sempre con copertura a crociera e affrescata anche qui con storie della vita di Cristo. A causa degli estesi rifacimenti non è facile dire se si tratti dello stesso autore della restante decorazione, anche se ad un'analisi sommaria emergono numerose differenze stilistiche. All'esterno si può ammirare dell'antico oratorio solo il lato verso la strada, dove è chiaramente leggibile che il blocco originario si spinge, dall'abside, non oltre la terza campata. L'abside mostra forme aggraziate nella decorazione ad arcatelle cieche poggianti alternativamente su piedritti e lesene. Sempre su questo lato è visibile lo stemma della scuola di S. Rocco. Due sono le versioni sulle vicende di questo oratorio. L'edificio potrebbe essere stato costruito per volontà di Pietro Dotto de? Dauli su terreni di sua proprietà per custodire l'immagine sacra del Cristo. Acquistato nel 1624, insieme ad altri beni dalla famiglia veneziana dei Mazzocco, fu fatto affrescare dal figlio di Giovanni Mazzocco, Tommaso. Nella seconda ipotesi, dopo essere stata voluta da Pietro Dotto, potrebbe, nel 1571, essere passata alla Scuola di San Rocco di Venezia, di cui ancora oggi, come è già stato detto, si può osservare lo stemma in pietra sulla parete laterale esterna; a sostegno di questa seconda teoria esiste anche un disegno delle proprietà di questa scuola che dovrebbe rappresentare l'edificio in questione.
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