Titolo: Villa Salvagnin
Comune: Piove di Sacco
Autore: Luciano Schiavon
Anno: 1996
Argomento: Guida agli edifici di pregio
Tipo:colori
Note:Villa Salvagnin In quella che storicamente �¨ definita contrada di S. Nicol�², in un sito da sempre prediletto per le dimore di villa, cio�¨ lungo un corso d'acqua, in questo caso il Fiumicello, incontriamo il complesso conosciuto col nome di Villa Salvagnin. E' costituito dalla casa ?da stacio?, che rispetto alla forma originaria ha sicuramente subito delle modifiche consistenti in due ampliamenti laterali, dalla barchessa e dall'oratorio collocati lungo il muro di cinta che delimita lo spazio antistante l'edificio. La Cappella ha quindi l'accesso principale sulla strada, come spesso troviamo nelle ville venete, per permetterne l'uso alla popolazione della zona. L'edificio residenziale �¨ caratterizzato da due facciate pressoch�¨ uguali che risentono dell'influenza stilistica dell' entroterra per la bifora semplice (delineata nella facciata principale da una cornice in pietra) che sormonta un portale piuttosto imponente con un fornice affiancato da due lesene; l'insieme del portale, di ampiezza corrispondente a quella della bifora sovrastante, d�  la sensazione visiva di voler compensare con la sua gravit�  la leggerezza della finestratura del piano superiore. All'interno, nonostante lo stato di degrado, sono tuttora visibili tracce di affreschi sopra le porte e decorazioni sulle travature. E' verosimile che il primo nucleo abitativo possa risalire alla prima met�  del XVI secolo e che gli annessi agricoli e la cappella si siano sviluppati successivamente. Nel catastico conservato presso il Consorzio della Sesta Presa, datato 1675, il lotto su cui insiste oggi la villa �¨ segnalato ?Terra (...) con Palazzo e altra Fabricha del N.H. Zuanne Magno; con suo brolo...? non risulta esserci la chiesetta che non �¨ menzionata nemmeno nella dichiarazione che Giovanni Magno fa nel 1711. Gli storici Marcolin e Libertini scrivono: ?Lungo la strada che conduce a Corte, a destra del Fiumicello, esiste tuttora un altro oratorio, dedicato a S. Anna, il quale fu edificato dalla famiglia Bembo nel 1726...? come segnala - ci informano sempre gli stessi studiosi - un' iscrizione presente nell'oratorio: ?S. ANNE. MATR. VIRG. DEIPARE. AD. HONOREM. HOC. SACELLUM. A. 1726 AEDIFICATUM A. NOB. PATR. VENET. JUGALIB. IOHANNI. BEMBO. AC. AN. M. BON. ALEX. I. AD. LAUD. DEI. O. M. AN. SAL. DE JUBILEI RESTAURATUM. ANNIS. 1826 ET 1886?, e continuano ?...Ora appartiene ai Salvagnin, fu restaurato nel 1826 e 1886, ma da molto tempo non viene officiato?. Nel rudere dell'oratorio rimane traccia solo dell'ultima riga di quella iscrizione ma dalle notizie riportate possiamo dedurre che la parte residenziale appartenne in origine a Magno che potrebbe averla costruita tra il XVI e il XVII secolo, ma fu il nobile veneziano Giovanni Bembo che, acquistatala probabilmente all'inizio del Settecento, vi aggiunse nel 1723 la cappella; poi, alla fine dell'Ottocento, pass�² ai Salvagnin e con questo nome �¨ tuttora conosciuta. Per completare il quadro �¨ importante segnalare che, coerentemente con quanto riportato nell'iscrizione anche nel Catasto Austriaco, la casa e l'oratorio sono dichiarate di propriet�  di ?Bembo nobile Giovanni?, soltanto che l'edificio sacro viene indicato come ?magazzeno?e la costruzione, che sembrerebbe corrispondere agli annessi rustici o alla foresteria, �¨ segnalata come ?casa colonica?.
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