Titolo: Chiesa di Santa Giustina e San Rocco
Comune: Piove di Sacco
Autore: Luciano Schiavon
Anno: 1996
Argomento: Guida agli edifici di pregio
Tipo:colori
Note:Chiesa di Santa Giustina e San Rocco Secondo la tradizione, nel sito attualmente occupato da questa chiesa, S. Prosdocimo, primo vescovo di Padova (verso il 49 d.C.), avrebbe fondato la prima chiesa di Piove di Sacco dedicandola a Santa Giustina. Le prime notizie dell'edificio, in realtà, risalgono al XII secolo. Nel 1489 il Vescovo Pietro Barozzi consacra a Santa Giustina un altare da poco costruito, e fornisce una descrizione della chiesa dalla quale si può intuire che essa avesse lo stesso orientamento che ha oggi e la stessa disposizione degli altari, più uno che si appoggiava alla parete in legno che divideva la parte riservata alle donne da quella per gli uomini. Dalla relazione della visita Pastorale emerge anche che a prendersi carico delle spese per la conduzione della chiesa e per gli ornamenti era la Confraternita di San Rocco da cui derivò probabilmente l'altro nome con il quale è, ed è stata, spesso intitolata questa chiesa. Nel 1515 Sisto della Rovere, vescovo di Padova, concesse a Franceschina de? Corradi, monaca agostiniana, l'uso di questa chiesa e della cappella della collegiata ad essa connessa affinché le monache potessero trovare un luogo dove risiedere e stabilire la sede del convento sotto il titolo della Concezione. ?Ma le monache dappoi l'abbandonarono, e murarono più lungi col loro monastero altra chiesa nella via stessa.? Nel 1627 fu costruito, annesso alla fabbrica di S. Giustina, un oratorio dedicato a San Filippo Neri. L'iconografia ci tramanda un'immagine schematizzata del 1675 del ?Monastero e Chiesa delle Reverendi Madri della Concecion di Piove nel Borgo di Santa Giustina...[e della] Terra con Chiesa di S. Giustina e Horatorio (l'edificio attuale) e Casetta...? nel lotto adiacente. La confusione nell'intitolazione di questi edifici è confermata da un altro disegno (del 1735) dove la chiesa corrispondente all'attuale è indicata come ?San Rocco? mentre adiacente sorge la Chiesa delle Monache di Santa Giustina detta la Consetion?. Si trattava quindi di due complessi religiosi - con due chiese - confinanti, e all'interno della Chiesa di Santa Giustina o San Rocco, l'oratorio di San Filippo Neri. Dopo la soppressione delle Agostiniane, avvenuta nel secolo scorso, la Chiesa della Concezione fu ridotta a stalla ed in seguito distrutta ed il monastero, in parte demolito, ora serve da abitazione. Il complesso come ci appare oggi è quindi costituito dalla Chiesa di Santa Giustina ad una navata con transetto, l'altare maggiore è collocato ad oriente nell' abside: a destra è posta la statua lignea policroma di San Rocco; a sinistra la Vergine col Bambino. Sull'altare maggiore è collocata una tela tardo-cinquecentesca, di scuola veneta, raffigurante il Martirio di Santa Giustina; è interessante notare che la tela risulta modificata nella parte sottostante forse per adattarla all'altare. Sulla parete sinistra, verso il presbiterio, vi sono i resti di un piccolo e grazioso affresco devozionale della Vergine col Bambino. L'ingresso con un piccolo vestibolo è situato sul lato settentrionale, ma originariamente questa entrata laterale doveva costituire un accesso secondario; quello principale, come di consueto, doveva trovarsi opposto all'altar maggiore, sotto all'organo, e deve essere stato murato quando il convento fu trasformato in abitazione. Una parentesi merita il piccolo organo, poiché si tratta di un raro esempio di organo positivo, realizzato nel 1776 dal maestro veneto Francesco Merlini, come ricorda una scritta all'interno dello strumento. Sul lato meridionale vi è accesso all'oratorio di S. Filippo Neri, l'interno è adorno da diverse tele che nonostante il cattivo stato di conservazione lasciato intravedere una buona fattura secentesca. Sullo stesso lato sono posti altri piccoli ambienti (sacrestia e ambienti di servizio); nella sacrestia vi è una lunetta ad affresco rappresentate una deposizione dalla croce, che fa pensare ad una sopraelevazione del pavimento e ad una modificazione dello spazio interno attualmente troppo angusto per giustificare la presenza di quella decorazione. Esternamente vi è un piccolo spazio scoperto destinato ad orto e recintato da un muro in mattoni (forse il muro del monastero); in mezzo all'erba inoltre si possono riconoscere i resti di una soglia in pietra. Sia le stratificazioni leggibili dall'esterno che la disposizione interna confermano che il complesso - come emerge anche dai documenti - sia stato variamente modificato e in parte demolito nel corso dei secoli.
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