Titolo: Palazzo Bertani-Doardo
Comune: Piove di Sacco
Autore: Luciano Schiavon
Anno: 2007
Argomento: Guida agli edifici di pregio
Tipo:colori
Note:Palazzo Bertani ? Doardo Verso la fine della via Garibaldi sorge un edificio che attrae l'attenzione per lo stile imponente della facciata ricca di elementi decorativi. Al pian terreno il portico è decorato a bugnato con pilastri ai lati esterni e una coppia di colonnine binate al centro. I due piani superiori sono caratterizzati da un'armonica fusione tra il classicismo cinquecentesco dei timpani e delle colonne e l'elemento tipicamente secentesco della serliana che illumina il salone passante. L'ignoto architetto, oltre al risalto conferito alla fascia centrale delimitata, riprendendo il motivo del portico, da una coppia di colonne binate, ha voluto scandire la forometria del piano nobile con piccole cimase distinguendola da quella del piano superiore dove questi elementi sono curvilinei. Il profilo del timpano che completa superiormente la fascia centrale della facciata è arricchito dalla presenza di acroteri. All'interno alcune stanze sono rifinite con stucchi, altre con decorazioni pittoriche ad elementi naturalistici e piccoli paesaggi: si tratta nel complesso di aggiunte ottocentesche piacevoli anche se non molto significative. La distribuzione interna è rimasta quella originaria a salone passante che si trova in molte dimore piovesi. L'edificio è costituito oltre che dal piano terra e dal piano nobile, da un altro piano residenziale - che grazie all'altezza superiore a quella degli edifici circostanti offre una bella panoramica - e dal sottotetto; possiede inoltre delle cantine seminterrate a cui si accede al retro. Su questo lato si apre anche il tradizionale giardino che dà, o almeno in origine dava, respiro a tutti gli edifici di via Garibaldi. Sul retro si affaccia anche l'imponente barchessa in finto bugnato che affianca il palazzo lungo la via principale, piegandosi poi ad ?elle? lungo la corte. Secondo la testimonianza dello stesso proprietario l'annesso rurale che ospitava sul fronte le scuderie e nell'estensione interna le cantine e il granaio, risalirebbe alla seconda metà dell'Ottocento (in effetti la costruzione nella forma attuale non compare nei catasti storici dove è invece documentato l'orto). Dall' analisi stilistica il palazzo residenziale si può far risalire al Seicento e, dalle condizioni di decima risulta che in quel secolo la proprietà era della famiglia Pasqualigo. Anche questa casa padronale è quindi un segno lasciato dal dominio della Serenissima.
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